HelpX: viaggiare gratis lavorando in cambio di vitto e alloggio

Cerchi un modo per permetterti di viaggiare a lungo termine? O forse sei alla ricerca di esperienze di viaggio e di vita autentiche e a contatto con i locali? La soluzione per te potrebbe essere HelpX, una piattaforma ancora poco conosciuta in Italia grazie alla quale puoi lavorare come volontario in cambio di vitto e alloggio, in ogni paese del mondo e tipo di contesto (anche il più impensabile).

Quando dico che viaggiare a lungo termine, risparmiando e vivendo esperienze autentiche è possibile…

In questo articolo troverai tutto quello che c’è da sapere su HelpX, una delle piattaforme caposaldo che ho utilizzato personalmente più e più volte durante il mio anno sabbatico e che mi ha permesso di viaggiare per mesi risparmiando tanti soldini e conoscere il lato più autentico di ogni paese.

Disclaimer – il presente non è un articolo sponsorizzato. Prendilo piuttosto come un consiglio spassionato per far conoscere a quante più persone possibili questa modalità di viaggio lenta (la mia preferita), low-cost, autentica, divertente, locale e di certo alternativa.

Tabella dei Contenuti

HelpX è una piattaforma che ha l’obiettivo di far vivere esperienze di scambio culturale, dove è possibile lavorare come volontari, in oltre 80 paesi del mondo, in cambio di vitto e alloggio.

Come funziona HelpX

Una volta iscritto/a e completato il tuo profilo, potrai iniziare con la ricerca del tuo futuro host tra le migliaia di annunci presenti (per maggior immediatezza puoi filtrare la ricerca per paese e tipo di lavoro/sistemazione).

Il bello è che troverai di tutto e di più: lavori come giardiniere, tuttofare, skipper, babysitter, agricoltore, lavapiatti, barista o insegnante di italiano. Ma anche cercatore di oro, allevatore di alpaca, skipper su una barca per l’avvistamento di delfini in Nuova Zelanda, assistente di escursioni in 4×4 su sperdute isole australiane, custode di un b&b in mezzo ai fiordi e tanto, tantissimo altro.

Il numero di ore di lavoro giornaliere può andare dalle 2 alle 6 a seconda di quanto richiesto dall’host. Considera che di norma sono previste 4h per 5/6 giorni a settimana, ma alcuni host danno la possibilità di lavorare più ore nello stesso giorno così da lasciarti più giornate libere a disposizione per esplorare la zona. Nota anche che certi annunci offrono solo l’alloggio senza il vitto; altri ancora offrono la possibilità di essere pagati svolgendo ore extra… Insomma, esistono svariate condizioni e combinazioni diverse.

Gap year in Australia
Il ristorante dove lavoramo come lavapiatti a Katoomba, in Australia.

Anche il tipo di alloggio può andare dal più classico al più stravagante: sistemazioni in camera singola o condivisa, in famiglia, roulotte, casa sul lago, ostello, lodge nel bosco, barca, villa di lusso, ecc. Trovi tutte le informazioni negli annunci e se hai qualche dubbio o domanda chiedi chiarimenti all’host (ricorda che come parola d’ordine rimane ‘adattamento‘).

Salvo dove specificato, nella maggior parte dei casi non è richiesta alcuna esperienza pregressa per la mansione che si andrà a svolgere, ma solo entusiasmo, serietà e voglia di fare.

Inoltre, soprattutto se viaggi da sola/o, esiste anche una sezione del sito dove puoi ricercare compagni di viaggio con i quali condividere la tua esperienza.

Iscrizione e costi

È possibile iscriversi come volontario (Helper) o come host. Per i volontari esistono 2 tipi di piani di abbonamento:

  • Guest: gratuito, ma utile solo per la consultazione (limitata) degli annunci e per farsi una prima idea di ciò che è disponibile. Per vedere i dettagli e contattare gli host, è necessario iscriversi al piano premium.
  • Premium: €20 per due anni. Dà pieno accesso a tutte le funzionalità di HelpX. Se viaggi con un’altra persona, è possibile iscriversi anche come coppia, utile per dividere il costo di iscrizione e far domanda per i lavori dove richiedono espressamente 2 persone. Nel caso poi tornassi a viaggiare da solo/a, puoi sempre aggiornare il tuo profilo a ‘viaggiatore singolo’.

La mia esperienza con HelpX

Con HelpX ho svolto 5 esperienze di scambio (più altre 3 con Workaway, l’altra piattaforma gemella) insieme a Elia, il mio ragazzo, durante i nostri mesi sabbatici in giro per il mondo. Noi alternavamo lavori con HelpX a momenti di puro viaggio.

Son sincera: ci sono state anche un paio di esperienze negative, dove non vedevamo l’ora di arrivare alla fine (e in questo, ammetto che essere in due ci ha aiutato).

Ma tornando indietro, lo rifarei altre cento volte. Viaggiare con HelpX ci ha infatti dato l’opportunità unica di entrare nelle case della gente del posto, il cuore di ogni paese, e vivere esperienze incredibili, che non avremmo potuto sperimentare in nessun’altra maniera.

Sì, spesso siamo stati messi a dura prova, ma abbiamo ricevuto in cambio qualcosa di inestimabile. Le storie più belle, divertenti e assurde dei nostri mesi sabbatici non a caso sono quasi sempre legate ai nostri HelpX.

Oltre a questo, HelpX ci ha consentito di permetterci economicamente di viaggiare così a lungo e così a basso costo. Pensa che in Australia, lavorando con HelpX e viaggiando nei giorni liberi e nei momenti di pausa tra uno scambio e l’altro, in quasi 2 mesi abbiamo speso meno di €450 totali.

HelpX Australia
Lavapiatti all'opera!

Il nostro battesimo risale alle Blue Mountains australiane, dove siamo stati per una decina di giorni presso una comunità religiosa dove lavoravamo come lavapiatti nel loro gioiellino di ristorante auto-gestito (20h a settimana) e vivevamo in una casa insieme ad altri 10 volontari come noi. Il lavoro era molto faticoso e il contesto “particolare”… diciamo che per noi due quei 10 giorni sono stati sufficienti (per darti una vaga idea, ogni mattina alle 6:00, dopo esser svegliati da una nonnina che ti cantava da dietro la porta, ci si riuniva con tutta la comunità per cantare, ballare, e stare insieme prima di iniziare la giornata). Ma siamo stati molto contenti di aver fatto questa esperienza che ci ha permesso di entrare a contatto con una realtà così profondamente diversa da ciò a cui siamo abituati e nella quale abbiamo provato cosa significhi donare all’altro senza aspettarsi nulla in cambio.

HelpX Australia
La vista sulla piscina dal nostro appartamento di Palm Cove, Australia

Invece, nel Queensland australiano, nella piccola e tropicale Palm Cove, abbiamo lavorato per quasi 3 settimane come addetti alle pulizie di ville e appartamenti di lusso (20h a settimana). Per le prime 2 settimane abbiamo avuto la fortuna di alloggiare in uno di questi pazzeschi appartamenti (poi ci hanno trasferito in una camera all’interno dell’ufficio del nostro capo). Qui facevamo la spesa usando la carta aziendale del nostro capo e potevamo usufruire gratuitamente di una delle sue auto per girare la zona. Non male…

Volontariato con HelpX in Nuova Zelanda
La piccola roulotte in cui dormivamo vicino a Queenstown, in Nuova Zelanda

O ancora, per appena 5 giorni, siamo stati accolti da un fratello e una sorella neozelandesi che vivevano tra le montagne e i vigneti di Queenstown, Nuova Zelanda: penso tra le persone più buone e pure mai incontrate. Dormivamo in una piccola roulotte davanti casa e aiutavamo nella vigna o con lavoretti dentro casa. Questa famiglia aveva davvero poco, ma è stata tra quelle che ci hanno dato di più.

La nostra sala da pranzo privata, con vista sul lago e le montagne di Queenstown (e mai senza tramonto).
La nostra sala da pranzo privata, con vista sul lago e le montagne di Queenstown (e mai senza tramonto).

Siamo stati poi accolti da una delle famiglie più ricche della Nuova Zelanda, abbiamo poi vissuto all’interno della loro tenuta e lavorato come tuttofare e giardinieri. Vivevamo in una casetta/torre di tre piani proprio sulle rive del lago Wakatipu, a Queenstown; dire “bellezza surreale” è poco. In più la posizione strategica ci permetteva di raggiungere la città e ogni altra zona limitrofa con facilità. È stata un’esperienza davvero positiva e indimenticabile.

HelpX Nuova Zelanda
Quello che sembra un dipinto è in realtà lo sfondo sul quale si affacciava il lodge dove abbiamo vissuto e lavorato in Nuova Zelanda, con la spettacolare vista sui fiordi neozelandesi del Marlborough Sounds

Forse la nostra esperienza preferita, è stata quella trascorsa a lavorare 3 settimane in un b&b sperduto tra i fiordi neozelandesi raggiungibile solo via mare o con 3 giorni di trekking. Un paradiso dove non c’era copertura di rete né televisione, computer, né niente… solo natura dalla bellezza commuovente. Ma poi, quanto ci siamo divertiti? Eravamo insieme ai gestori del b&b, una giovane coppia di inglesi: due pazzi scatenati… due persone splendide, ora nostre amiche.

Come realizzare una pagina profilo efficace

Un po’ come un CV, avere una buona pagina profilo HelpX è cruciale per fare una buona impressione sugli host e aggiudicarti le migliori esperienze e lavori (che guarda caso, sono sempre le più richieste e le prime ad andare a ruba).

Qualche consiglio per creare una pagina profilo efficace:

  1. Includi 2 foto di buona qualità, dove tu sia ben visibile, bello/a sorridente, e magari preso/a in attività che ami e che rispecchiano ciò che hai scritto nella descrizione.
  2. Tieni sempre aggiornato il campo “Next destination(s)” per rientrare nel network dell’area che effettivamente visiterai (e ricevere eventuali offerte dagli host).
  3. Includi (nella sezione ‘self-references’) precedenti esperienze su HelpX o piattaforme simili come Workaway, WWOOF, Worldpackers o qualsiasi altro tipo di volontariato. Questa darà all’host maggior fiducia e propensione ad accoglierti.
  4. Scrivi una descrizione esaustiva, chiara e coinvolgente (sezione “tell hosts about you” – scrivi il testo su word e incollalo sul sito una volta pronto, per evitare che scada la sessione mentre stai componendo e perdere tutto). Non scrivere 2 righe, ma nemmeno 2 pagine. L’obiettivo è far capire a chi ti deve accogliere nella propria casa chi sei, cosa stai facendo, cosa sai fare e quali sono le ragioni che ti spingono a fare un’esperienza di scambio con HelpX. Questa è la parte più importante: non scordarti di compilarla altrimenti il tuo profilo non comparirà nelle ricerche.
Pagina profilo HelpX
La nostra pagina profilo su HelpX, con foto e descrizione.

Pro e contro di HelpX

Alcuni PRO:

  • Potrai permetterti di viaggiare a basso costo in qualsiasi paese del mondo, anche quelli con un alto costo della vita e dall’altra parte del pianeta. È una soluzione per finanziarti e viaggiare a lungo termine.
  • Condivisione e immersione: HelpX non è solo lavoro ma significa entrare a fare parte di una famiglia e comunità locale, delle loro tradizioni, storie e vita quotidiana, conoscendo persone, le loro culture e il lato più autentico del loro paese.
  • Puoi apprendere nuove skills o rafforzarle (anche a favore del tuo curriculum).
  • A differenza del viaggiare in ostelli o altre strutture dove le persone che incontri sono stranieri come te, vivere in una famiglia locale e in un posto per più di qualche giorno, ti permette di conoscere davvero a fondo quel luogo, la comunità che lo abita e il cuore di quella cultura.
  • In alcuni casi, potrai trovare alloggi ed esperienze fighissimi e davvero unici: dal cercatore di oro, al passeggiatore di alpaca, al giardiniere in ville di lusso hawaiane, al tuttofare in un centro yoga tra la foresta costaricana o allo skipper su barche turistiche per l’avvistamento di delfini. Se cerchi un po’ troverai di tutto.

Alcuni CONTRO:

  • Spesso i lavori possono essere fisicamente impegnativi, frustranti, ripetitivi e/o noiosi;
  • Dovrai adattarti (e molto). Confrontandoti con persone di culture e abitudini spesso molto diverse dalla tua, è comune non trovarsi a proprio agio in certi contesti e attuare un grande senso di adattamento.
  • Non ci sono garanzie: quando prendi accordi per farti ospitare da un host, puoi basarti solo sulla fiducia e sulle sue parole, visto che da un giorno all’altro potrebbe cambiare idea e dirti di non poterti più ospitare (per qualsiasi ragione). A quel punto, purtroppo, non potrai fare nulla se non arrangiarti e rivedere i tuoi piani (a noi, per esempio, un host in Nuova Zelanda ci ha disdetto giusto giusto il giorno prima).
Anno sabbatico in Nuova Zelanda: informazioni utili
Queenstown dall'alto - Isola Sud

Serve un visto?

Dipende.

Ci sono paesi nei quali è possibile svolgere attività non retribuite di volontariato con un semplice visto turistico (es. Australia); mentre in altri Stati è richiesto fare domanda per un visto lavorativo (es. Stati Uniti)

Ti consiglio sempre di verificare sul sito dell’immigrazione del paese interessato i requisiti necessari (io di solito provo a fare su Google una ricerca del tipo: “do I need a visa for volunteering/unpaid work in X” e vedo che cosa è richiesto).

Serve l'assicurazione?

L’iscrizione a HelpX non include mai l’assicurazione di viaggio.

Ovviamente, viaggiare provvisti di un’assicurazione, come la World Nomads, che copra l’assistenza sanitaria e la responsabilità civile è sempre caldamente consigliato.

Ma se vuoi fare delle esperienze con HelpX l’assicurazione è quasi sempre obbligatoria, visto che (giustamente) molti host prima di accettare di accoglierti richiedono esplicitamente che il volontario sia propriamente munito di copertura assicurativa.

Housecleaners HelpX New Zealand
Mentre rifacevamo le camere nel b&b tra i fiordi neozelandesi.

Consigli per HelpXers alle prime armi

  1. Sii onesto quando parli di te e delle tue esperienze. Presentati sempre per quello che sei e sai fare, così da evitare spiacevoli sorprese, sia a te che a chi ti ospita.
  2. Scegli zone strategiche che ti consentano di poter esplorare zone di tuo interesse o spostarti con mezzi pubblici o privati durante i giorni e momenti liberi (risparmiandoti il costo dell’alloggio).
  3. Quando devi contattare un host, scrivi un messaggio personalizzato e non un copia-incolla uguale per tutti onde evitare che ti scarti a priori.
  4. Sii consapevole che non si tratta di una vacanza gratis. HelpX sottintende il desiderio di condividere, scoprire, conoscere, sperimentare e sporcarsi le mani. Se lo fai solo per risparmiare e non per l’esperienza in sé, forse non è la soluzione che fa al tuo caso.
  5. Contatta gli host con anticipo… ma non troppo. Circa 1 o 2 mesi prima è un buon compromesso per te per trovare disponibilità che per gli host per capire se avranno bisogno di volontari durante le tue date di viaggio.
  6. Lascia una recensione onesta: sarà utile ad altri volontari per scegliere, ma anche all’host stesso per ricevere futuri aiutanti. Se puoi, chiedine una in cambio per aumentare le possibilità di essere ospitato.
International friends gap year
A Palm Cove, Australia, insieme agli altri volontari internazionali HelpX
  • Sii flessibile, non giudicare e abbi sempre una mentalità aperta. Ricorda che entri nella casa e nella vita di persone che non conosci, dalla cultura e abitudini anche molto diverse dalle tue.
  • Non pretendere troppo, ma sii grato per ciò che ricevi.
  • Viaggia leggero/a (questo consiglio evergreen).
  • Prediligi annunci che abbiano già alcune recensioni di altri volontari  (più sono e meglio è); leggile bene per capire se quello è l’host e il lavoro che fanno per te.
  • Specialmente se sei alla 1ª esperienza e non sai bene cosa aspettarti, potresti proporre al tuo host di fare una videochiamata preventiva così da rompere il ghiaccio e conoscervi prima dell’incontro effettivo.
  • Aspettati di tutto (in positivo e negativo) e prendi tutto quello che viene con il sorriso. Tuttavia, se la situazione e il contesto in cui ti trovi diventano insostenibile, ricordati che sei solo un volontario e puoi decidere di andartene in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione.
  • Offri il tuo aiuto senza che ti venga richiesto. Mantenere puliti gli spazi, lavare i piatti, buttare la spazzatura o proporsi di cucinare, sono buone pratiche per mostrarsi collaborativi e rendere la convivenza più piacevole per tutti.
  • Assorbi ogni insegnamento e goditi ogni momento della tua esperienza.
Prendere un anno sabbatico dopo la maturità

E tu, conoscevi già HelpX e le possibilità che offre?

Ti piacerebbe provare un’esperienza simile?

Fammelo sapere nei commenti qui sotto!

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Questo articolo ha 12 commenti

  1. sandro

    Ciao Laura,articolo bellissimo e completo..avrei solo una domanda specifica: Le 2 esperienze negative che avete avuto e dove dici che è stato meglio essere in 2 in quel caso…vorrei capire cosa può capitare di brutto o comunque non piacevole tipo nel tuo caso appunto. Viaggiando solo cosa potrebbe capitarmi di affrontare di negativo con gli host?? Grazie mille,ciao e complimenti.

    1. Laura - Travelstorming

      Ciao Sandro! Grazie di cuore per le tue parole e il tuo tempo, davvero.

      Ora ti spiego meglio.
      Confermo le mie parole: specialmente nei momenti più impegnativi, essere in due è stato di grande aiuto da un punto di vista di “supporto morale”.

      Noi infatti abbiamo avuto due esperienze spiacevoli: la prima, a Brisbane (Australia), dove per circa 10 giorni abbiamo lavorato come giardinieri per una coppia di signori che inizialmente sembravano dolci e amorevoli, ma che poi si sono rivelate due persone estremamente, per così dire, “instabili” – sia nel loro rapporto di coppia che con gli altri due volontari (di cui uno è stato cacciato e l’altro se ne è andato di sua volontà dopo pochi giorni). Richieste assurde e maniacali (“ordinatemi in sequenza tutti i bastoncini del bosco per lunghezza e spessore” o “togliete tutti i sassolini dal prato e divideteli per dimensioni”), inviti forzati a prendere parte alla loro vita di famiglia (“stasera si guarda un film tutti insieme”) e attacchi isterici in generale (che ti risparmio ahaha). In due, è stato più facile cercare di sdrammatizzare e riderci su, nonostante le situazioni di difficoltà.

      La seconda, invece, in Nuova Zelanda, a Dunedin, dove (fortunatamente) per soli 5 giorni abbiamo lavorato come “tutto-fare” per una famiglia che cercava aiuto per avviare un’attività con Airbnb. Tralasciando le condizioni igieniche della casa (tipo cumoli di pannolini sporchi ammassati sul divano, pavimento e ovunque, per citare solo un esempio), ci siamo sentiti veramente privati della nostra privacy. Della serie che in qualsiasi momento e senza alcun tipo di preavviso i signori entravano dentro la nostra stanza e/o bagno (non dotati di serratura). Un giorno, poi, ci siamo anche ritrovati gli zaini aperti buttati in corridoio perché dovevano “fare spazio nell’armadio” dove ci avevano detto di mettere le nostre cose… In due, anche qui, avevamo l’un l’altro per sfogare il nostro strato di frustrazione.

      Come vedi, nulla di tragico o insostenibile, ovviamente. Anche perché, se così fosse stato, saremmo stati liberissimi di fare le valigie e alzare i tacchi in qualsiasi momento, senza se e senza. Con HelpX sei solo un volontario, dunque non sarai mai vincolato da niente e da nessuno. E questo, a mio avviso, è un grande plus, oltre che fattore di maggior serenità mentale.

      Quindi sì, a noi avere il supporto l’uno dell’altro ha aiutato nell’affrontare certe situazioni… MA, se ci pensi, essere in due (a mio parere) aiuta sempre, non solo in viaggio ma anche nella vita in generale. Quindi, non lasciarti assolutamente scoraggiare né intimorire dal fare un’esperienza del genere anche se in solitaria, che da suo canto ti donerà dei vantaggi che in coppia o con un amico non avresti (gran parte degli HelpXers che abbiamo incontrato tra l’altro viaggiavano soli).

      PS – ci tengo a precisare che le due esperienze citate sono state svolte appoggiandoci a Workaway, che ha lo stesso identico sistema e funzionamento di HelpX, con la differenza però che in Workaway le recensioni non sono del tutto affidabili e veritiere poiché quelle negative molto spesso vengono “censurate”. Questo con HelpX, invece, non succede: motivo per cui lo preferisco e per cui se scegli un host con varie recensioni positive puoi andare molto più sul sicuro 😉

  2. Sandro

    Grazie infinite per questa SUPER risposta.. Gentilissima davvero. In caso avró altre domande sapró a chi rivolgermi 🙂 Buona vita!! Ciao

    1. Laura - Travelstorming

      Figurati, grazie mille a te Sandro!
      Per qualsiasi domanda o curiosità non esitare.
      Buona strada anche a te 🙂

      PS – E se in futuro farai questa esperienza, se ti va, torna a raccontarmi com’è andata 😉

  3. Giulio

    Ciao Laura, complimenti per l’articolo.
    Vorrei fare delle esperienze del genere negli Stati Uniti nel periodo estivo che spero di avere libero dagli esami universitari.
    Quanto tempo prima consigli di informarsi e prenotare?
    Hai qualche consiglio per un ragazzo di vent’anni che vorrebbe provare queste esperienze?

    Grazie per la disponibilità

    1. Laura - Travelstorming

      Ciao Giulio, grazie per il tuo tempo e la tua domanda!

      Per mia esperienza, ho visto che contattare gli host molto tempo prima, ovvero con più di 6 settimane d’anticipo, era abbastanza inutile in quando gli host non erano ancora in grado di dire se avrebbero avuto bisogno di volontari, di quanti e per quali lavori.
      Ma, allo stesso tempo, contattandoli all’ultimo, ossia meno di 10-7 giorni prima, spesso ci dicevano che avevano già trovato persone per quel periodo. E questo, succedeva soprattutto per gli host più gettonati (perché sì, obiettivamente ci sono proposte di esperienze molto più fighe e ambite di altre che vanno letteralmente a ruba).

      Noi, per esempio, solo il primo HelpX l’avevamo trovato con 4/5 settimane d’anticipo, ma poi le successive esperienze le cercavamo non più 1-2 settimane prima (in Nuova Zelanda, per esempio, cambiavamo piani di viaggio spessissimo e alcuni host gli abbiamo trovati solo 1 o 2 giorni prima).

      Come vedi la questione è molto soggettiva. Non so quanto tempo tu abbia a disposizione, dove vorrai spostarti e se vorrai fare un singolo HelpX oppure provare più esperienze presso host diversi. In ogni caso, il mio consiglio, specialmente per la PRIMA esperienza, è di iniziare a sbirciare tra gli annunci sul sito con largo anticipo, salvarti tra i preferiti nel tuo profilo HelpX gli host che ti piacciono di più e che danno disponibilità per il periodo che ti interessa; provi poi a contattarli anche con un paio di mesi d’anticipo per avere più possibilità di venir scelto per primo. E, se ti dovessero dire che ancora è troppo presto per poterti dare una risposta, fatti dire tra quanto tempo puoi provare a ricontattarli per avere una risposta e nel frattempo se vuoi provi a contattarne anche altri per vedere, prima di sceglierne uno, quanti sì ricevi e da chi. Per noi ha funzionato.

      Questa ovviamente non è una regola universale, ma mooolto soggettiva a seconda dell’host. Tuttavia, dopo circa una decina di esperienze con HelpX, questa è la tendenza comune che in genere ho riscontrato e quindi il consiglio che oggi mi sento di darti 🙂

      Spero di essere stata chiara e d’aiuto.
      Per qualsiasi altra cosa sono qui!

      1. Giulio

        Ciao Laura, grazie tante sei stata molto precisa e chiara.

        Se hai qualche altro consiglio di qualunque tipo mi farebbe molto piacere, scusa se sono generico ma al momento non ho molte domande specifiche avendo iniziato a pensarci da poco.

        Le uniche potrebbero essere se c’è un periodo minimo richiesto di permanenza perchè vorrei dedicarci un mese circa e vedere almeno 2/3 luoghi ma allo stesso tempo non starci troppo poco e finire per vedere poco di ogni posto.
        Un’altra cosa è se secondo te dovrei farlo con un’amico per il supporto di cui parlavi, il dubbio è sul fatto che per me è anche un’esperienza di crescita personale, non avendo mai fatto cose di questo tipo, e ho paura che facendolo con qualcuno toglierei a questo punto finendo ad esempio per parlare più con lui in italiano che in inglese con gli altri per esempio.

        Ti ringrazio per il tempo dedicatomi.

        1. Laura - Travelstorming

          Ciao Giulio, figurati, grazie a te per la fiducia!

          Guarda, non esiste un tempo minimo di permanenza prefissato, ma è sempre a discrezione dell’host. Noi abbiamo fatto esperienze da 3 giorni fino a 3 settimane, per esempio. Quindi, se dici di aver circa un mese a disposizione che vorresti dedicare a 2/3 tappe in totale, potresti tranquillamente pensare di fare 2 esperienze da più o meno 10 giorni l’una oppure 3 esperienze da 7 giorni, indicativamente. Dipende soprattutto da quanto vuoi rendere “dinamico” il tuo viaggio 😉

          Come consiglio generale, magari potresti pensare anche di alternare HelpX a giorni di solo viaggio: in fin dei conti andrà a influire di poco sul tuo budget ed esperienza complessiva, ma ti darà la possibilità di “staccare” tra un’esperienza e l’altra, visto che comunque non è mai una passeggiata. In più, potresti approfittare di quei giorni totalmente liberi per esplorare meglio i luoghi in cui ti trovi, o magari di vederne di altri che non hai avuto la possibilità di visitare mentre lavoravi (anche perché non è detto che troverai sempre gli host nei posti esatti in cui volevi andare).

          Infine, la scelta di partire da solo o in compagnia dipende principalmente dal tipo di esperienza che vuoi vivere. Anche con un amico vivrai un’esperienza costruttiva, questo senza dubbio, ma lo farai in maniera diversa (e se ci tieni a fare anche pratica di inglese, a meno che non siate super determinati, ti anticipo che difficilmente parlerete altro che italiano… è normale!).
          D’altro canto, viaggiare in solitaria ovviamente cambierà di molto le cose. E se quello che cerchi è fare una full-immersion di valore e di crescita personale, mettendoti in gioco al 100%, allora il mio (umilissimo) consiglio è quello di andare oltre la tua zona di comfort e partire con te stesso. Se cerchi compagnia, prova a cercare annunci HelpX che accolgano più volontari internazionali allo stesso tempo: questo lo consiglio sempre, in generale penso sia bellissimo conoscere lungo la strada quante più personale possibili. E poi, anche se non ti dovessi trovare bene con qualche host, pensa sempre che nella peggior delle ipotesi sarà solo per pochissimi giorni (o per meno, visto che poi salutare l’host in qualsiasi momento!).

          Detto questo, non sto affermando che una modalità di viaggio (in coppia o in solitaria) sia migliore dell’altra, assolutamente no! Consiglio entrambe, davvero. Semplicemente, devi chiederti e capire cosa cerchi tu, questa volta, per la tua avventura 🙂

          PS – e se non trovi niente di entusiasmante su HelpX, puoi sempre provare a dare un’occhiata su workaway.info (che ho provato in prima persona e sul quale intendo scrivere prossimamente un articolo) o worldpackers.com, che funzionano pressoché allo stesso modo di HelpX.

          1. Giulio

            Ciao Laura, grazie ancora per le ottime risposte.

            Secondo te è meglio una essere ospitati da una famiglia o andare in un ostello? Il dubbio principale era sul fatto che magari in una famiglia sono più immerso nella cultura e nella lingua rispetto che in un ostello nel quale però potrei trovare altri giovani con cui fare attività varie del luogo.

            Hai visitato anche gli Stati Uniti? Se sì sapresti dirmi come funziona per il visto ? E se hai visitato la parte California, Arizona, Nevada hai dei consigli magari sui luoghi da visitare o su un ostello, famiglia dove ti sei trovata bene? E a che budget complessivo sei arrivata per attività e cose varie ( volo escluso, che sarà la cosa più costosa ma inevitabile) ? E altri consigli per un viaggio in quei luoghi.

            Grazie per la disponibilità, prometto che sono le ultime domande ahahah

            1. laurasemprucci

              Eccomi Giulio!

              Allora, mi chiedi se penso sia meglio essere ospitati in famiglia o in ostello. Come puoi intuire, è soggettivo, visto che sono due tipi di esperienze molto diverse: la prima, come dici anche tu, ti permette di immergerti al 100% nella cultura locale, visto che entrerai nel cuore della routine di una famiglia del posto… E per un’esperienza come HelpX è un aspetto che io personalmente cerco. Il meglio, a mio parere, è fare esperienze in famiglie che oltre a me ospitino altri volontari internazionali, per esempio. Così da conoscere persone e avere la possibilità di combinare qualsiasi cosa insieme.
              Quella in ostello è invece il modo migliore per entrare invece in una “grande famiglia” di ragazzi e prendere parte a tante attività, eventi, ecc… e lì ovviamente la parte culturale del posto inevitabilmente la perdi un po’.
              Magari prova entrambe le cose, perché no! Io sono contenta di averlo fatto.
              E comunque, sottolineo che non esistono solo famiglia e ostello come macro-tipologie di host: ce ne sono di tantissime tipologie su HelpX, e te ne renderai conto guardando i diversi annunci e le loro proposte. Magari una prima idea te la fai anche leggendo la parte dell’articolo “le mie esperienze con HelpX” ).

              Invece, in merito agli Stati Uniti: nel nostro viaggio abbiamo avuto la fortuna di visitare Hawaii (isola di Big Island e O’ahu) per circa un mese; successivamente siamo volati in California che abbiamo attraversato da San Francisco a Los Angeles, per poi inoltrarci nel cuore di Nevada e Arizona (questo in circa 2 settimane). Negli USA, la nostra unica esperienza (in quel caso con Workaway) è stata presso una famiglia di O’ahu, dove abbiamo lavorato come giardinieri per circa 10 giorni in una splendida villa a due passi dall’oceano. In California, Nevada e Arizona, invece, volevamo sparare le ultime cartucce visto che eravamo alla fine del nostro viaggio e abbiamo viaggiato per tutto il tempo con un’auto a noleggio.
              Per il visto: devi richiedere online l’ESTA, that’s it. E’ l’unica opzione che hai dal momento che, verificando anche con le varie ambasciate, mi hanno confermato che non esiste un visto specifico per questo tipo di scambi (tuttavia, se in aeroporto ti chiedono cosa farai durante la tua permanenza nel paese, tu sei lì solo per viaggiare, detto tra noi).
              Per gli alloggi: abbiamo alternato ostelli e Airbnb… ma mi è difficili qui darti consigli mirati visto che non conosco il tuo budget, le zone di tuo interesse, come vorrai spostarti, ecc. Però se capiti a San Francisco, il miglior per qualità prezzo è il Green Tortoise Hostel: prenota con anticipo, SF è tosta per gli alloggi, che sono sempre tutti prenotati e costosi. E lo stesso per la zona del Parco Yosemite e Grand Canyon, dei quali però non ti consiglio gli Airbnb in cui siamo stati visto che uno era una tenda scoperta a -2° (nel Grand Canyon) e l’altro un ostello parecchio distante dallo Yosemite (avevamo prenotato due giorni prima e non era rimasto nulla).

              Budget: viaggiare negli USA, specialmente nei paesi più turistici come California e i parchi dell’Ovest, non è economico e richiede una buona dose di organizzazione/prenotazioni preventive, specialmente se viaggi in periodi di alta stagione, come l’estate o le festività).
              Considera che in totale, per un viaggio di 6 mesi tra Australia, Nuova Zelanda, Hawaii, Cali, Nevada e Arizona noi abbiamo speso circa € 4.000 a testa (esclusi i voli), di cui quasi 3/4 delle spese risalgono alle ultime 2 settimane dove ce la siamo goduta senza tanti pensieri (e dopo 5 mesi e mezzo stando super tirati sul budget ce lo meritavamo ahaha).

              Mi spiace non essere stata più precisa per le info su budget e sistemazioni, ma sono argomenti mooooolto ampi e in più parliamo di Stati enormi e non conoscendo le tue esigenze/piani di viaggio specifici mi è impossibile riuscire a darti informazioni rilevanti.
              Se anche più avanti dovessi avere altri dubbi, mi trovi qui! 🙂

              1. Giulio

                Ciao Laura,
                Ti ringrazio, sei stata fin troppo precisa per quanto erano vaghe le domande.

                Quando avrò guardato abbastanza se avrò domande (chiare e specifiche stavolta ahahah) non esiterò a chiedere.

                Posso ricontattarti sempre qui tra i commenti?

              2. laurasemprucci

                Certo, qui nei commenti o anche dal modulo nella sezione “contatti”.
                Nel frattempo, buona pianificazione e buon 2021!
                A presto e grazie a te Giulio 🙂

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