Come inserire un anno sabbatico nel CV e renderlo un punto di forza

Inserire anno sabbatico nel CV
Vuoi partire per un periodo o un anno sabbatico ma temi che possa penalizzarti sul lavoro al tuo ritorno? Scopri come far giocare a tuo vantaggio la tua esperienza sabbatica e distinguerti dalla massa.

Quando devi decidere come inserire un periodo o anno sabbatico nel CV, hai due opzioni.

La prima, quando si tratta di periodi più brevi, è quella di non menzionare per niente la tua esperienza. 

Non che ci sia qualcosa da nascondere, anzi, penso che chiunque si sia impegnato a prendersi del tempo per sé stess* e a investirlo in maniera produttiva e significativa debba andarne solo che fier*. Quello che intendo, è che magari potresti ritenere che nel tuo caso non sia essenziale da dover menzionare in un documento professionale.

La seconda opzione, invece, per un’esperienza sabbatica temporalmente più significativa, è quella d non pensarci due volte e includerla all’interno del tuo CV. 

Parlandone apertamente e soprattutto concentrandoti sui benefici tratti dal tuo periodo sabbatico potrai trasformare i tanto temuti e mal visti “buchi professionali” o “gap lavorativi” in tratti positivi, presentandoti agli occhi dei tuoi potenziali datori di lavoro come una persona intraprendente, entusiasta, aperta e motivata.

Dunque, se stai cercando il miglior modo per inserire un anno sabbatico nel CV… questo è l’articolo per te.

 

Inserire un anno sabbatico nel tuo CV

Quando si parla di “anno sabbatico” non ci si riferisce a un periodo di ca**eggio (perché, intendiamoci, quello non è nient’altro che tempo buttato), ma a un momento della propria vita dedicato a sé stess*, all’apprendimento di nuove abilità, allo sviluppo di un proprio progetto, alla scoperta di nuove culture e angoli di mondo, e tanto altro…

Qualsiasi sia il tuo caso specifico, è fortemente consigliato di evitare il più possibile di lasciare buchi professionali di una certa portata nel proprio CV. Infatti, un anno intero trascorso anche “solo” a viaggiare, può apportarti una vastissima serie di soft skills di valore che, se inserite e valorizzate nel curriculum, possono giocare a tuo favore e farti distinguere dal resto dei candidati.

...Se hai viaggiato

Perché non rendere un “semplice” viaggio zaino in spalla un punto di forza e di rilievo nel tuo CV, che permetta al tuo intervistatore di capirne di più di te come persona e così notare la tua maturità, intraprendenza e personalità?

Se hai passato una parte o la totalità della tua esperienza sabbatica viaggiando, parla di tutto ciò che hai imparato esplorando nuove culture, entrando in contatto ogni giorno con persone di tutto il mondo, spingendoti oltre i tuoi limiti o magari imparando una nuova lingua. 

Sicuramente avrai sviluppato, rafforzato e messo costantemente in atto competenze organizzative, di adattabilità, pianificazione e problem-solving. Quale miglior dimostrazione pratica per intervistatore che non un lungo viaggio in giro per il mondo?

Non sto dicendo che così facendo otterrai qualunque lavoro per cui ti candiderai, ma di certo risulterai più interessante e intraprendente agli occhi del tuo potenziale datore di lavoro, specialmente in confronto a un qualsiasi altro candidato con le tue stesse qualifiche.

...Se hai fatto volontariato

Esistono svariate opportunità e modalità per chi vuole fare volontariato, ognuna diversa dall’altra.

Descrivi la tua esperienza: qual era il tuo ruolo e quale le mansioni e le responsabilità che ricoprivi, senza dimenticare di soffermarti sulle skills acquisiste durante il progetto di volontariato (qualsiasi esse siano, dall’edilizia al public speaking, per esempio).

...Se hai studiato e acquisito nuove skills

Se hai dedicato il tuo periodo sabbatico all’acquisizione di nuove abilità o se hai frequentato un corso, approfittane per parlarne nel tuo CV. 

Tutto questo, toglierà al tuo intervistatore ogni dubbio sulla “bontà” del tuo time-off, dimostrando così che quel tempo l’hai investito in maniera produttiva e con dei chiari obiettivi.

...Se hai lavorato a un tuo progetto

Non è raro prendersi un momento di “pausa” per dedicarsi pienamente allo sviluppo di un progetto personale, che sia un hobby o un lavoro vero e proprio.

Non pensare che questo possa essere visto con diffidenza da un potenziale datore di lavoro. Infatti, è vero il contrario. Un progetto parallelo al proprio lavoro principale, non può che avere lati positivi, in quanto fornisce maggiori sicurezza finanziaria, competenze e felicità. Tutti aspetti che vengono poi trasferiti nel posto di lavoro.

concentrati sui benefici

Il modo in cui deciderai di spiegare il tuo periodo o anno sabbatico all’interno del tuo CV è la chiave per metterti in buona (o cattiva) luce agli occhi dei tuoi intervistatori.

Infatti, se riuscirai a concentrare l’attenzione sugli aspetti positivi che questa esperienza ti ha permesso di acquisire, su come ti abbia aiutato a definire i tuoi obiettivi professionali e come in questo periodo tu sia stat* in grado di usare il tuo tempo produttivamente e creando valore, allora saranno molto più chiari al tuo potenziale datore di lavoro i benefici che anche lui potrà trarre assumendo te (…e non qualcun altro).

Non importa che tu abbia fatto il giardiniere alle Hawaii con HelpX o abbia lavorato come “tuttofare” con una Working Holiday Visa in Australia; qualsiasi esperienza, anche se non inerente al tuo percorso lavorativo (passato o futuro), conta e può dotarti di una versatilità e di una varietà di skills che come te in poch* possiedono.

Quello che è davvero importante, però, è adattare la descrizione della tua esperienza al ruolo professionale e contesto lavorativo per cui stai facendo domanda. Dunque, non focalizzarti tanto sul “lavoro che hai fatto” durante il tuo anno sabbatico, ma su cosa ti ha insegnato, quali valori ti ha trasmesso e come questi potrai trasferirli nel tuo prossimo impiego.

Keep it simple

Non complicare le cose e non entrare troppo nel dettaglio: se vuoi menzionare la tua esperienza sabbatica nel tuo CV, fallo in modo semplice e coinciso. Basta anche una semplice frase inserita in una sezione (come “esperienza internazionale”, per esempio), indicando o meno le date.

Basta poco: infatti, l’argomentazione vera e propria arriverà nel momento del colloquio e/o all’interno della tua cover letter, dove riuscirai a spiegarti e farti capire molto meglio che nelle pochissime frasi che dovrai riassumere nel curriculum.

Infine, dove posizionare il tuo periodo sabbatico all’interno del CV? Come spiega la career coach Linsey Levine in questo articolo, non devi per forza menzionarlo in cima alla lista delle tue esperienze professionali solo perché è stata la tua ultima in ordine cronologico (soprattutto se non è rilevante al tuo percorso lavorativo o alla posizione per cui stai facendo domanda). Se cerchi una buona soluzione che dia meno nell’occhio, per esempio, potresti inserire una sezione “altre esperienze” o “esperienze internazionali”, anche verso la fine del tuo CV.

 

Sii pronto a parlare al colloquio della tua esperienza sabbatica

Aiutati con una cover letter

Sfrutta il grande potenziale argomentativo di una cover letter a sostegno del tuo curriculum e del tuo periodo/anno sabbatico.

La cover letter, infatti, ti dà molta più capacità espressiva, che potrai usare a tuo favore per introdurre e approfondire in maniera efficace il tuo CV. Approfitta di questo spazio per spiegare in che modo la tua esperienza sabbatica è stata per te significativa, quali benefici ne hai tratto e quali sono gli aspetti guadagnati che non avresti potuto acquisire presso nel tuo normale posto di lavoro.

Sii pront* A parlarne al colloquio

Qualsiasi voce deciderai di menzionare all’interno del tuo curriculum, dovrai anche essere pront* a parlarne durante il prossimo colloquio. 

Il tuo potenziale datore di lavoro vorrà di certo saperne di più e capire che cosa ti ha spinto a prenderti del tempo per “staccare” da tutto e quante probabilità ci sono che tu possa rifare lo stesso in futuro.

Alcuni esempi di possibili domande sulle quali prepararti potrebbero essere:

  • Perché hai preso un periodo sabbatico?
  • In che rapporti ti sei lasciat* con il tuo precedente datore di lavoro?
  • Pensi di voler riprendere un altro “periodo di pausa” in futuro?
  • Cosa hai fatto durante questo periodo?
  • Hai avuto delle difficoltà di reinserimento al tuo ritorno?
Come sempre, non perderti in dettagli superflui quando parlerai del tuo anno sabbatico: spiega perché l’hai fatto, cosa hai fatto e quali preziosi benefici ne hai tratto tu e (se applicabile) l’azienda successiva per la quale hai lavorato o il potenziale datore di lavoro che hai davanti.

IN CONCLUSIONE...

Al giorno d’oggi, la decisione di prendersi un periodo o anno sabbatico sta iniziando a essere vista sempre meno come qualcosa di negativo. 

Infatti, sebbene in Italia debbano ancora essere fatti passi in questa direzione, in molti paesi del mondo esperienze di questo tipo vengono incoraggiate e/o apprezzate da quelle realtà che colgono il valore potenziale che SOLO un’esperienza di questo tipo può offrire.

Un’esperienza sabbatico non dovrebbe essere vista come un ostacolo per il proprio percorso professionale o come una limitazione nella ricerca di un lavoro al proprio ritorno.

Infatti, le ragioni che dovrebbero spingerti a considerare e a tuffarti in questa avventura, almeno una volta nella vita, sono svariate e non ottenibili in nessun’altra maniera se non con un’esperienza di questo tipo. E anche gli aspetti apparentemente slegati dal tuo lavoro, realizzerai che ti torneranno utili non solo nella vita di tutti i giorni ma anche nel tuo contesto lavorativo.

Pensa a tutto il valore e al vissuto che questa esperienza ti ha donato e ti assicuro che rimarrai sorpres* dalla quantità di benefici e nuove competenze che ti sei guadagnat*. 

Ma non solo: un periodo di stacco dalla frenesia della vita di tutti i giorni, al di fuori della tua bolla e comfort zone, ti farà trovare nuovi stimoli, energia e motivazione… aspetti essenziali per il successo in ogni ambito della vita di una persona.

E se riuscirai a far passare tutto questo con sincerità, semplicità e fierezza, chi avrai davanti non potrà che rimanere positivamente stupito e incuriosito da te e dal tuo prezioso bagaglio di esperienze.

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